Onorevole, politico o...Pinocchio?
Carlo Collodi, fosse vissuto un secolo e mezzo dopo, avrebbe sicuramente beneficiato di una figura alquanto suggestiva da immortalare come ispiratore del suo burattino di legno. Non è un segreto infatti che i migliori bugiardi al mondo, ai quali però non cresce il naso bensi la voglia di approfittare del malcapitato di turno in maniera disdicevole, siano i politici italiani.
Politici, che parolone. Effettivamente un termine appropriato per questi moderni Robin Hood, che rubano ai poveri per dare a se stessi, deve essere ancora coniato. Ma senza scomodare Dante Alighieri, tutti noi un epiteto di buon gusto lo affibieremmo volentieri...e non solo!
Ora, è pleonastico asserire che il bene del paese non si fa riempiendo di parole giornali, blog e siti Internet; ovviamente senza fatti non ho mai visto cambiare il corso delle cose nella vita, ma sarebbe un peccato arrivare a situazioni drastiche come in Argentina oppure in Grecia senza neppure aver avuto la possibilità di far capire a questi innominabili signori che ogni tanto, per fare un salto, bisogna tornare indietro e prendere la rincorsa.
Troppo facile andare in televisione immolandosi paladini di fair play ed annunciare che si rinuncia all'auto blu, dal momento che al povero illuso non viene rimarcato che i 70.000 euro per la rinuncia vanno al politico, non al disgraziato che ascolta queste millanterie.
Troppo facile, con fare mellifluo, andare in televisione e dire che "l'ho fatto per voi", quando di fatto il solo conto corrente che trae benefici non è sicuramente il mio.
Troppo facile tassare i super ricchi, vero? Infatti per rendere il gioco più avvincente perchè non prendersela con la generazione 1000 euro? (che per inciso, in quanti ci arrivano?).
Il problema è che il ricco, quando sente la parola tassa, si blocca d'improvviso. Basta guardare lo sciopero dei calciatori di inizio settembre, fatto passare per un problema di mancanza di accordo sul contratto collettivo. Se Ibrahimovic, Totti e Del Piero fanno sciopero va benissimo, il tifoso con pochi neuroni protesta quei dieci minuti, poi rimpiange la mancanza di partite ed il giorno dopo lo ritrovi in curva, magari in trasferta dopo aver speso 100 euro di biglietto e 200 di viaggio ed hotel, iroso e festante ad urlare "Forza Ibra", non sapendo che dopo ogni gol Ibra si girerà, sorriderà verso la curva e dirà tra se e se "anche stavolta non son dovuto ricorrere alla vasellina".
Sommosse per il calcio, processioni per lutti di personaggi famosi e mai una volta che si prenda una decisione unanime che faccia capire al burattino (burattinaio?) del nuovo millennio che esistiamo anche noi.
Se devo dirla tutta, ho sbagliato anche il paragone. Perchè Pinocchio era si un bugiardo, ma fondamentalmente un buono, che si faceva abbindolare dal gatto e la volpe, frequentava brutte compagnie e finiva, per troppa generosità, risucchiato da una balena. Nella tragedia riusciva ad uscirne indenne, riconciliandosi con il caro Geppetto.
A pensarci bene, anche io ho creduto a dei millantatori, ho sbagliato probabilmente qualche volta a votare ed ho visto il buio, come adesso. Come la bocca di una balena. Quel che non mi è dato sapere è se ne uscirò indenne. Ma almeno non racconto bugie.