17/07/2011 Udine: Bon Jovi on the road
Finalmente! Certi giorni, sembrano fatti apposta per essere vissuti, ed oggi è uno di questi.
Sveglia, colazione (poca, perché lo stomaco è già chiuso a riccio consapevole dell’importanza dell’evento), zaino e via.
Una delle cose più piacevoli che si possano trovare andando ad un concerto sono le compagnie, vere scelte di vita! Come potrò dire un giorno ai miei figli che sono stato a vedere i Bon Jovi con qualcuno di cui adesso ignoro l’esistenza? No, il mio Obi Wan musicale è con me, mi aspetta, mi presento sotto casa e lui…se ne ritorna sopra! Partiamo bene và!
Una mezz’oretta a tarallucci e vino ci sta, abbiamo pianificato tutto al meglio, cd on the road compreso.
In macchina si spazia in maniera trasversale su argomenti d’ogni tipo, e le tre soste per pit-
stop neanche si sentono. Tra un casello e l’altro (ma quanti ce ne sono in Italia? Santo telepass!) abbiamo occasione di parlare sulla possibile scaletta di stasera, un Messi sopravvalutato, un cenno sulla tentacolare Pordenone dove ci aspetta l’hotel e, perché no, improvvisarci Bernacca e costruire particolari e variopinte versioni sul fatto che non potrà mettersi a piovere proprio quando andiamo a vedere i Bon Jovi. A tutto c’è un limite (infatti pioverà).
Tra cinema, donne e due noccioline tostate il tempo passa, e l’uscita Pordenone-Portogruaro ci accoglie trionfante, sorridendo e ammiccando (stiamo parlando di un’uscita autostradale naturalmente), ben consapevole che di strada, ahinoi, ce ne sarà ancora tanta da fare.
Sosta per il check-in, e poi nuovamente in viaggio, stile 24 ore di Le Mans, direzione stadio Friuli.
Un panino, una bibita (tanto per cambiare) e poi dentro, ad aspettare il Re del New Jersey e la sua band, sperando di ascoltare i successi più memorabili e potergli urlare, anche se solo metaforicamente, I’ll be there for you, Jon!
Un quarto d’ora prima del dovuto entrano i ragazzi, ed andranno avanti per quasi 3 ore, bagnati e festanti, per scaldarci il cuore ed impremerci uno spettacolo senza precedenti.
Vengono sciorinati i più grandi successi, con perle inaspettate quali Dry county o Lie to me, che edulcorano il fatto di non aver sentito un Born to be my baby molto gettonato alla vigilia.
Fantastico il finale, con Bon Jovi che alla richiesta di cantare Always depista tutti, dichiarando di non ricordare le parole, non essendo la canzone in scaletta, ed intonando un Lie to me (mentimi) sospettoso…ed infatti a metà canzone si interrompe perché THIS ROMEO IS BLEEDING……!
Wonderful, one man show continuamente ammiccante, seducente, ispirato, giovanile, travolgente e mattatore per la gioia di giovani e meno giovani ragazze completamente in balia di un uomo: John Francis Bongiovi Jr.
Tra urla di gioia e lacrime di ragazzine estasiate, abbandoniamo lo stadio, tristemente appagati; si, perché l’ossimoro è d’obbligo dal momento che non avremmo smesso di ascoltare la band del New Jersey, pur consapevoli di quello che ci avevano regalato.
E poi coda fu. Per raggiungere la macchina, per imboccare l’autostrada e per raggiungere l’albergo, dove una buona doccia e un American gangster con Russel e Denzel facevano scivolare dietro di noi stanchezza e adrenalina, ma non la consapevolezza di poter dire: Io c’ero!
Una ricca colazione, un caffè nel centro della tentacolare (e sottovalutata) Pordenone, città bella, vivibile e foriera di gente interessante, e poi via sulla strada del ritorno, tra stanchezza e felicità.
Condividere un happening con un grande amico non ha paragoni, lo vivi a 360°.
Si, certi giorni, questi giorni, sembrano fatti apposta per essere vissuti, e noi lo abbiamo fatto.
These days it’s my life and there 's nothing i can do to change it, but at least for today i will not do it!