L'elisir d'amore: recensione dell'opera di Gaetano Donizetti
Una delle opere liriche più riuscite di Gaetano Donizetti, un inno all'amore in veste humor nonché patetico
Trama
L'elisir d'amore è un'opera in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani.
L'azione ha luogo in un villaggio dei paesi baschi alla fine del '700.
Nemorino è un timido contadino perdutamente innamorato della bella e capricciosa Adina, fittavola erudita che si diverte a leggere per i mietitori all'ombra di un albero la storia di Tristano e Isotta, innamoratisi grazie all'aiuto di una pozione magica.
Questo racconto scatena la fantasia di Nemorino, disposto a spendere tutti i suoi averi per commissionare al ciarlatano Dulcamara un elisir che farà cadere ai suoi piedi Adina.
Tra perfidi pretendenti e insperate eredità, le parti si sovvertiranno, facendo scoprire la vera natura del sentimento della fittavola verso l'ormai ricco contadino.
L'opera di Donizetti rientra a pieno titolo nella tradizione dell'opera comica, anche se in essa trova ampio spazio l'elemento patetico, che raggiunge la sua punta più alta nel brano più noto: la romanza cantata dal protagonista Nemorino, Una furtiva lagrima.
Il brano è di fatto il leitmotiv della colonna sonora del film di Woody Allen, Match Point.
L'opera andò in scena per la prima volta il 12 maggio del 1832 al Teatro della Cannobiana di Milano, che l'aveva commissionata in sostituzione di un'opera che non era stata preparata in tempo da un altro autore.
Donizetti ebbe a disposizione solo quattordici giorni di tempo per consegnare il suo lavoro, sette dei quali servirono a Romani per adattare il testo di Scribe. Nonostante la gravosissima pressione riuscì tuttavia a confezionare quello che sarebbe stato - insieme al Don Pasquale e alla triade rossiniana formata da L'Italiana in Algeri, Il barbiere di Siviglia e La Cenerentola - uno degli esempi più alti dell'opera comica ottocentesca.
Fin dal suo apparire, l'Elisir ebbe un grande successo con trentadue repliche consecutive. A farlo immediatamente amare dagli appassionati della lirica è in particolare la tipica melodia donizettiana che anche in questo caso accompagna motivi piacevoli che bene mettono in risalto la vena buffa del compositore bergamasco, capace di trasformare con agile inventiva la risata in sorriso, sia pure talvolta velato di malinconia (e la già citata aria della furtiva lagrima ne è una limpida testimonianza).
Personaggi
Adina, ricca e capricciosa fittaiuola (soprano).
Nemorino, coltivatore, giovane semplice, innamorato di Adina (tenore).
Belcore, sergente di guarnigione nel villaggio (baritono).
Dulcamara, medico ambulante (basso buffo).
Giannetta, villanella (soprano).
