Grande Fratello, come deprimersi gratuitamente
Il più grande spettacolo dopo il Big Bang...non è il Grande Fratello!
Anziché reality dovrebbero chiamarlo telenovela, visto che non ci vuole un luminare della televisione o del cinema per capire che tutto quello che succede
nella casa è frutto di abili (?) manipolazioni di burattinai che scrivono una vera e propria sceneggiatura che ogni giorna va in scena direttamente da Roma.
Quello che non capisco è come si possa seguire le vicende di quattro sfigati che per un pò di popolarità venderebbero anche la madre al mercato. Sinceramente la risposta ce l'ho, dal momento che le gesta eroiche raccontate per mesi e mesi (farlo di una settimana no?) di questi perfetti sconosciuti altro non sono che lo specchio della cultura generale di un paese intero. Esagerato? Ma figuriamoci.
Punto primo perché sconosciuti non lo sono, tutti arrivano tramite agente, mazzetta o curriculum d'alta società, facendo delle selezioni uno specchietto per le allodole e un coacervo di personaggi pronti a sbarcare a Mai dire GF.
Punto secondo perché figure disdicevoli, litigate, parolacce, ignoranza completa della lingua italiana con particolare repulsione al congiuntivo corrispondono a quello che accade giornalmente in luoghi frequentati da ministri e politicanti vari.
E poi basta con tutti questi piagnistei! Ma non avete nient'altro da fare che piangere nella vita? Davanti ad una telecamera?
Ma la cosa che mi fa maggiormente sorridere è la completa assenza di tecniche di seduzione da parte di uomini e donne. I primi sempre alla ricerca di sesso facile, col chiodo fisso, ma quando si presenta l'occasione...scappano! Oramai la scusa del mal di testa è passata di testimone. Le donne, poverine, se non mettono in mostra la mercanzia, non riescono ad elevarsi.
Proprio come nella vita, allora, troviamo uomini impauriti senza attributi e donne attratte dalla via di fuga più facile. Trenta secondi di riflessione e di ringraziamento al GF vanno dati, quindi, per averci aperto gli occhi (tu pensa).
Mi rendo conto che le similitudini con la politica sono troppe, quindi è meglio concludere questo sermone, prima che qualcuno se ne abbia a male.
Eros cantava "In questo immenso show"...